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Davanti alla Cgil donne in piazza con un fiocchetto bianco. Tante le iniziative in tutta la regione

Una conta vergognosa quella dei femminicidi e delle vittime di stalking nella giornata internazionale contro la violenza alle donne e che riporta in luce dati allarmanti e purtroppo in crescita: 128 le vittime da inizio anno su scala nazionale, +10% di richieste d’aiuto da parte delle vittime di stalking. Nei primi dieci mesi del 2013, in Emilia Romagna, 10 donne sono morte per mano di un uomo e altre 10 sono sono state salvate in extremis. Per dire basta tante alla violenza ed ai soprusi, tante le iniziative organizzate nella nostra provincia. Un minuto di silenzio è stato osservato in molti uffici e sedi istituzionali. Davanti alla Cgil donne in piazza con un fiocchetto bianco. Tante le iniziative in tutta la regione. Per molti, però, un giorno non basta.

 

Da anni la Regione Emilia Romagna lavora in forma integrata con il territorio per il contrasto e la prevenzione della violenza contro donne e minori, per abbattere gli stereotipi e per favorire una cultura del rispetto, dell’autonomia e della dignità, promuovendo al tempo stesso la creazione di reti territoriali realizzate dai soggetti pubblici e privati, in modo da garantire l’accoglienza delle vittime di violenza. Sono state avviate inoltre esperienze innovative per il trattamento di uomini violenti, a partire da “Liberiamoci dalla violenza”, sportello dell’Azienda Usl di Modena attivato dal 2011 (con il contributo della Regione). Si tratta ad oggi dell’unica struttura pubblica in Italia per il trattamento socio-sanitario degli autori di maltrattamenti intrafamiliari, che si avvale di personale (tutto al maschile) formato da “Alternative to violence” di Oslo (Atv), il più importante centro a livello europeo nel trattamento degli uomini autori di violenze. Dal 2 dicembre 2011 al  31 ottobre  2013  lo sportello è stato contattato da 254  persone di cui 86 uomini (per avere informazioni sul Centro o per richiedere un appuntamento), 40 donne ( che hanno chiesto informazioni per inviare compagni/mariti), 128 persone a vario titolo interessate sull’ argomento. Finora sono state circa 60 le persone inserite in un percorso terapeutico; attualmente sono in trattamento individuale 25 uomini di cui 3 stranieri, di età compresa tra i 27-65 anni; 13 i trattamenti conclusi. Altra esperienza recentemente avviata (novembre 2012) è quella dell’onlus Centro di ascolto uomini maltrattanti di Ferrara (Cam): a fine agosto 2013 erano 22 gli uomini che avevano contattato il Centro, 1 uomo inviato al Centro dai servizi del territorio, 7 quelli che avevano iniziato il percorso; 18 le donne che avevano contattato il centralino, 67 i colloqui svolti complessivamente.

 

E nella giornata contro la violenza di genere, le vigilesse di Bologna, ha portato al tavolo di trattativa aperto in Comune per la riforma del Corpo un documento in cui si legge che “le lavoratrici della Polizia municipale fronteggiano quotidianamente situazioni nelle quali la loro appartenenza di genere aumenta esponenzialmente i rischi ai quali sono esposti quanti operano in tali servizi”. Dalle 14 di oggi inoltre un drappo rosso sventola dal balcone del Palazzo comunale di Bologna. Sopra c’è un altro pezzo di tessuto, bianco, con su scritto “Stop al femminicidio”. Lo hanno srotolato la presidente del Consiglio comunale Simona Lembi e la vicesindaco Silvia Giannini, assieme ad alcune rappresentanti dell’Udi.


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