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Stingone stempera gli animi dopo la proposta del sindacato di polizia Sap di dotare gli agenti telecamere inserite in penne da taschino con cui filmare i propri interventi

Anche il Questore di Bologna, Vincenzo Stingone, ha cercato di stemperare la polemica innescata dalla proposta “provocatoria” del sindacato di polizia Sap, ovvero di dotare gli agenti di spy-pen, telecamere inserite in penne da taschino con cui filmare i propri interventi (dunque una forma di scatola nera delle operazioni di ordine pubblico) e sulle frasi del segretario sindacale Gianni Tonelli, che nell’ambito della campagna sindacale “Chi difende i difensori?” aveva parlato di “condanne esemplari” ai danni dei poliziotti e di “pregiudizi” verso i corpi di polizia.

 

“In merito a questa proposta provocatoria avanzata dal Sap – ha detto il Questore rispondendo all’Ansa – e alle dichiarazioni che l’hanno accompagnata, devo dire che comprendo le preoccupazioni, le difficoltà e anche il malessere con cui operano le forze dell’ordine e i disagi di un lavoro difficile e delicato come il nostro. Ma mi sento di condividere quello che dice la Procura della Repubblica quando afferma che le istituzioni devono lavorare insieme e in assoluta armonia”.

 

Il riferimento è al commento del procuratore aggiunto Valter Giovannini che, ieri, aveva detto: “Le istituzioni devono lavorare insieme e personalmente mi lasciano perplesso messaggi che rischiano di delegittimare chi per le istituzioni lavora con impegno tutti i giorni”. “Condivido – ha aggiunto Stingone – che le istituzioni devono lavorare in sinergia e in comunità di intenti e pure l’esigenza di abbassare i toni. Ribadendo così ciò che del resto si è sempre fatto e si continuerà a fare. Proprio perché il nostro è lavoro difficile e delicato, si sente a maggior ragione il bisogno di lavorare insieme in armonia e di abbassare i toni. Sempre nel rispetto della legalità, che rimane il nostro punto di riferimento”.


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