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L’Arcivescovo di Bologna ha messo in guardia dallo stravolgimento di significato di parole che sono “cardine della fedeltà dell’uomo alla realtà”

“Matrimonio e maternità e paternità sono parole cardine della fedeltà dell’uomo alla realtà: mettere in discussione il loro significato rischia di creare una torre di Babele che alla fine rovinerà su noi tutti, in primo luogo sui più deboli, sui bambini affidati al ‘genitore 1’ e al ‘genitore 2’, affidati a una genitorialità artificialmente costruita”. Lo ha sottolineato l’arcivescovo di Bologna, cardinale Carlo Caffarra, nella Messa celebrata per la Virgo fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri.

 

 

“Ciò che tiene assieme un popolo – ha detto Caffarra nella sua omelia – è quel patto sociale nel quale ciascuno ha il diritto di aspettarsi dall’altro ciò che egli ha promesso: è un patto che ci lega nella coscienza, prima e più che da eventuali coazioni giuridiche. Quando fra i cittadini dello Stato viene meno questo legame morale basilare; quando, di conseguenza, impera un sospetto reciproco, e la sfiducia nelle Istituzioni e nei confronti di ogni cittadino; quando la parola diventa un surrogato della verità e l’agire un surrogato del bene, quello Stato ha i giorni contati”.

 

 

L’arcivescovo ha insistito sul valore delle parole: “Strappando le parole alla realtà a cui appartengono si compiono devastazioni – ha proseguito -. Una volta accaduto questo strappo, entrano in scena i funzionari di questo o quel potere a decidere quale contenuto dare alle parole”.


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