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Il rettore Ivano Dionigi presenta i conti 2014 sottolineando come si siano mantenuti “gli standard di qualità degli anni scorsi”. Previste però “serie difficoltà” per il 2015

Tra tagli e promesse di fondi premio finora non mantenute da parte del Governo, ancora una volta l’Alma Mater di Bologna riesce a mettere in piedi un bilancio che “mantiene gli standard di qualità degli anni scorsi”. Nessun taglio colpirà la didattica (che ha un budget di 22,4 milioni di euro), la ricerca (30,8 milioni), i servizi agli studenti (19,5) e le relazioni internazionali (13,5).

 

Così come “non c’è un euro di tasse in più per gli studenti – rimarca il rettore Ivano Dionigi – e garantiremo anche la copertura dei 140 posti organico già deliberati l’anno scorso” come assunzioni per coprire i pensionamenti. Ma anche la capacità di essere virtuosi ha un limite. E l’orlo del precipizio potrebbe già essere a tiro. “Se continua questo trend – avverte Dionigi – nel 2015 avremo serie difficoltà a mantenere la qualità”.

 

Il tetto al turnover dei dipendenti (docenti e non) fra un anno salirà dal 30 al 50% (“che per Bologna sarà di più”) e questo comporta che “dovremo fare delle scelte”, avverte Dionigi. Anche dolorose. “Le nostre priorità sono i servizi agli studenti, che non vanno toccati, e il turnover, che devo garantire per far funzionare i corsi – spiega Dionigi – ma questo significa che, a situazione data, dovremo tagliare spese che finora erano considerate certe”.

 

Ovvero, la forbice potrebbe dover intaccare, per la prima volta seriamente, didattica, ricerca e relazioni internazionali. A questo si aggiunge un altro problema. “C’è la concreta minaccia che nel 2014 non ci siano più i finanziamenti al piano straordinario per le assunzioni dei professori associati voluto dal ministro Gelmini – segnala il prorettore al Bilancio, Sandro Sandri – se viene confermato, nel 2015 dovremo tagliare altri 11 milioni di euro”.


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