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E’ l’Ambito Ravone che sorge a ridosso della stazione di Bologna centrale. L’area è stata inserita in uno studio di fattibilità affidato a un gruppo di imprese.

Una vasta area dismessa di proprietà di Fs Italiane, a ridosso della Stazione centrale di Bologna e denominata “Ambito Ravone” è stata inserita nello studio di fattibilità affidato dall’Agenzia del Demanio al raggruppamento di imprese costituito da Sorgente Group, Seci Real Estate e Sorgente Rem per la valorizzazione di immobili pubblici. Lo hanno concordato – così si legge in una nota congiunta – il sindaco di Bologna, Virginio Merola; l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti e il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Stefano Scalera. Nel corso del tavolo operativo per la presentazione del piano di lavoro predisposto dai consulenti, ”sono stati approfonditi i dettagli tecnici dell’operazione: obiettivo dello studio è verificare la concreta fattibilità del ricorso ad un veicolo di finanza immobiliare per la messa a reddito e l’immissione sul mercato delle aree statali ex militari sviluppate nell’ambito del Programma Unitario di Valorizzazione Territoriale attivato da Agenzia del Demanio e Comune di Bologna”.

 

 

In dettaglio, il portafoglio in questione “comprende 17 rilevanti compendi immobiliari pubblici di proprietà dello Stato e del Comune, tra i quali le Caserme Sani, Masini e Mazzoni, l’area ex Staveco, i Prati di Caprara, beni in gran parte dismessi dal Ministero della Difesa e già valorizzati sotto il profilo urbanistico attraverso il Piano Strutturale, il Regolamento Urbanistico e il Piano Operativo Comunale approvato nel 2009”. In questa ottica, prosegue la nota, “l’inserimento nello studio di fattibilità dell”Ambito Ravone’ per la contiguità con le aree ex militari dei Prati di Caprara e la coerenza con il Piano Strutturale Comunale, può generare significative sinergie ed economie di scala, favorendo il pieno successo dell’operazione sul mercato e – chiosa – contribuendo al completamento di importanti processi di riqualificazione urbana, a partire dal Progetto Stazione Isozaki fino al completo recupero di tutte le aree militari dismesse”.


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