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Università di Bologna in un progetto innovativo, che eviterà anche la sperimentazione cosmetica su animali

Uno dei maggiori obiettivi della ricerca europea e mondiale degli ultimi anni è quello di riciclare e valorizzare i residui e gli scarti provenienti dalla filiera di produzione e trasformazione degli alimenti allo scopo di ottenere, con tecnologie ecocompatibili, nuove materie prime e molecole con specifiche proprietà biologiche importanti per l’alimentazione ed il benessere dell’uomo. Il progetto BIORICE, finanziato dalla Comunità Europea con 1,6 milioni di euro nell’ambito del programma FP7-Capacities, coordinato da Annalisa Tassoni del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università di Bologna, ha questo scopo. Innovative tecniche eco-sostenibili e non inquinanti, basate sull’uso di enzimi e di microrganismi, saranno utilizzate per trattare i residui derivati dall’amido di riso. I composti così isolati, ovvero le frazioni di proteine note come peptidi, saranno poi testati per valutarne le proprietà benefiche: anti-ipertensive, antiossidanti, in primis. In campo cosmetico, si utilizzeranno soluzioni particolarmente innovative che prevedono l’utilizzo di epidermide umana ricostruita in vitro senza quindi l’impiego di animali da laboratorio.

 

 


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