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Il premio Nobel a Bologna per “Ciao Franca”, appuntamento organizzato nell’ambito delle iniziative per la giornata contro la violenza alle donne.

Bologna si affida a grandi nomi per dire un grande no alla violenza di genere. La legge sul femminicidio “è un passo in avanti”. Lo ha detto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1997, Dario Fo, a margine di ‘Ciao Franca’, incontro organizzato a Bologna in ricordo della moglie, Franca Rame, nell’ambito del festival ‘La violenza illustrata’ e della Giornata contro la violenza sulle donne. “Franca – ha osservato riferendosi alla necessità di una normativa in materia – ne ha parlato forse tra le prime in Senato ma si sfuggiva sempre. Finalmente, dai dai e dai – ha aggiunto – c’è una legge. Sono felicissimo”. A giudizio di Fo, ancora, “tutte le leggi che impediscono, oppure puniscono coloro che fanno della violenza sulle femmine” sono utili: “È un fatto del tutto normale, un fatto logico, quasi geometrico. E’ un passo in avanti – ha chiosato riferendosi alla legge -, speriamo che non mettano dei cavilli come quello, ad esempio, della provocazione”.

 

“La violenza è determinata dall’impotenza, tutti gli studiosi seri lo dicono: un uomo del tutto normale che si sente sereno con sé, che ama la natura e tutto ciò che la natura ci porta, compresa l’esistenza della donna è ben felice che ci sia questo equilibrio”. ha aggiunto Fo. Replicando a chi gli chiedeva un commento sul perché dei maltrattamenti sulle donne, ha poi spiegato che quando l’uomo, “invece, si sente oppresso, ha paura, si sente minore rispetto a qualcosa che gli appartiene per regola e per convenzione e non riesce a conquistarla perché non ha i mezzi adatti, sia intellettuali sia, a volte, anche quelli fisici cioè del denaro o del livello sociale, ecco che arriva a fare violenza. Questa – ha chiosato – è una costante”.


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