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Scoperte ancora da fare e già fatte, come nel caso della dislessia, il disturbo dell’apprendimento per curare il quale da 14 anni Modena è in prima linea

Picasso, Rockfeller, Einstein, Napoleone e Galileo che cosa li accomuna? La dislessia. Quasi incredibile a dirsi. Ma è anche la riprova che i disturbi specifici dell’apprendimento possono essere superati. Lo sanno bene a Modena, dove su dislessia, disgrafia e discalculia si interviene, già dal 1998 sottoponendo tutti i bambini di prima e seconda elementare, quasi 1600 all’anno, a un apposito test per valutare l’eventuale presenza di questi disturbi. Anche perché si stima che i disturbi specifici dell’apprendimento colpiscano il 3% della popolazione italiana. In più ogni anno, 250 insegnanti vengono formati su come monitorare i percorsi di apprendimento della lettura e della scrittura dei bambini. Individuare precocemente questi disturbi infatti consente di risolverli più facilmente, avviando gli interventi necessari. Senza dimenticare però che secondo l’Istituto di ortofonologia di Roma, un bambino su cinque in Italia viene considerato dislessico senza esserlo.


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