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Fra un mese la Chiesa dovrebbe pronunciarsi sul martirio del giovane seminarista

Quella di Rolando Rivi è una storia di fede e di amore. Ma anche di guerra e di crudeltà, di ideali politici e di vita bagnati nel sangue. E’ la storia di un ragazzino che aveva scelto l’abito talare e per questo fu massacrato e ucciso; il primo dei 130 sacerdoti e seminaristi che sul finire della guerra pagarono con la vita, per mano dei partigiani comunisti anticattolici, la propria fede cristiana. Era il 13 aprile del 1945 quando il giovane studente originario di San Valentino, piccolo borgo in provincia di Reggio Emilia, viene trascinato in un bosco di Piane di Monchio sull’Appennino modenese, torturato e ucciso con due colpi di pistola. Il 7 gennaio del 2006, su iniziativa del Comitato Amici di Rolando Rivi si apre il processo diocesano per la beatificazione del giovane. Fra circa un mese questo iter potrebbe avere una svolta importante. La Chiesa infatti dovrà pronunciarsi sul martirio di Rolando Rivi. Passaggio che ufficializzerebbe così la sua beatificazione.


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