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Lieto fine per la storia di Vanessa e Said. I due giovani, lei italiana lui marocchino e clandestino sono diventati marito e moglie. La cerimonia questa mattina in Municipio.

Marito e moglie. Said e Vanessa si sono sposati stamattina, in Municipio, e questa volta, nessuno è intervenuto a separarli. La storia di questi due giovani e del loro amore contrastato ha colpito e sorpreso l’opinione pubblica, suscitando intorno alla coppia una rete di solidarietà. Lui marocchino, in Italia dall’età di 15 anni, un’adolescenza difficile alle spalle e una condizione di clandestinità che ancora deve essere risolta. Lei 19enne, piemontese, ancora in cerca di un lavoro. Si dovevano sposare una settimana fa, a Modena, ma le nozze erano state interrotte dall’arrivo della polizia. Said era stato portato prima in Questura e poi al Cie con la prospettiva dell’espulsione e del rimpatrio. Vanessa disperata era rimasta per ore ad attenderlo inutilmente, e le foto di lei in abito da sposa, seduta davanti all’ingresso della Questura erano finite in prima pagina su tutti i giornali. Tornato in libertà nei giorni scorsi, su decisione del Giudice di Pace, Said non ha perso tempo e, con l’aiuto dei suoi genitori italiani, Marco e Cristina Bonini, è riuscito a sposare subito la sua Vanessa. La cerimonia è stata officiata dall’assessore all’istruzione Adriana Querzè che, al termine del rito, ha voluto dedicare alla coppia una poesia di Pablo Neruda sulla felicità. Anche il Sindaco Pighi è intervenuto per portare i suoi auguri a Said e Vanessa. Lo sposo è apparso sorridente e apertamente felice, la sposa invece seria e pensierosa, forse un po’ intimorita per via della presenza di fotografi e telecamere. Non andranno in viaggio di nozze – hanno fatto sapere i neoconiugi – , ma si metteranno subito a cercare un lavoro. Lavoro che per Said sarebbe già dietro l’angolo, così come la regolarizzazione dei documenti. Che sarebbe ovviamente il regalo di nozze più gradito.


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