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Controlli alti in Italia per gli sportivi, ma servirebbero defibrillatori a bordo campo

Nel nostro paese prima di fare agonismo sportivo bisogna passare attraverso una serie di accertamenti medici rigorosi volti ad ottenere un certificato di idoneità sportiva. Per questa ragione – ci spiega la Medicina del Lavoro di Modena – le morti improvvise in campo sono poche, se rapportate ad altre realtà europee. La morte dell’ex nazionale Vigor Bovolenta ha riportato all’attenzione la questione degli accertamenti medici approfonditi sugli atleti. Una questione che è stata sollevata da alcuni specialisti in Cardiologia è l’esigenza, in alcuni casi salvavita, di defibrillatori a bordo campo con persone addestrate alla rianimazione cardiopolmonare. Modena, a livello regionale e nazionale, è piuttosto all’avanguardia. La Medicina del lavoro è dotata, per esempio di Holter cardiaco che può monitorare per 24 – 48 ore il ritmo cardiaco dell’atleta. In alcune patologie l’arresto cardiaco è la prima conseguenza; quindi solo dopo l’autopsia si saprà cosa ha portato alla morte improvvisa di Bovolenta.
Casi analoghi, seppur rari, difficilmente si potranno prevenire, soprattutto quando si parla di atleti che periodicamente si sottopongono a controlli medici di idoneità molto rigorosi.


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