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Il gruppo nato su Facebook ha raccolto le firme necessarie per una legge d’iniziativa popolare

La rabbia, di questi tempi, per i privilegi della politica è di tanti. L’impegno di pochi. Passare dalle parole ai fatti è sempre complicato. Lo ha fatto, grazie anche all’aiuto di facebook e degli altri social network, a riprova di come sta cambiando il modo di comunicare e di impegnarsi oggi, un gruppo di cittadini che, sei mesi fa, nel silenzio più assoluto degli organi di informazione, ha dato vita al movimento Nun te regghe più. Obiettivo, raccogliere le firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che tagli gli stipendi della Casta ed equipari gli emolumenti di senatori, deputati, ministri, assessori regionali e via dicendo alla media europea. Nessuna associazione organizzata alle spalle, nessun sindacato, nessun tribuno del popolo urlante, solo la rabbia degli italiani per una politica che sembra non rendersi conto dei sacrifici che chiede ai normali cittadini. Ebbene, dopo sei mesi, l firme necessarie sono state raccolte, oltre 105mila, e il 29 marzo saranno consegnate in Cassazione. Poi, i responsabili del movimento saranno ricevuti dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ovviamente, dopo, non cambierà nulla, perché le leggi di iniziativa popolare non hanno tempi certi di discussione in Parlamento e, dunque, possono essere tranquillamente dimenticate in un cassetto. “Ma per il movimento Nun te regghe più – sottolinea la modenese Claudia Vaccari – essere ricevuto dal presidente Fini rappresenta già una svolta”. Nella speranza che poi seguano fatti concreti.


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