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Si è preso qualche giorno per decidere sulla controversa vicenda dei due giovani

Si è svolta questa mattina presso il Giudice di pace l’udienza riguardo al caso di Andrea e Senad, i due fratelli di origine bosniaca ma nati e cresciuti a Sassuolo, trattenuti al Centro di identificazione ed espulsione. Vicenda che ha sollevato un polverone di proteste mobilitando partiti e diverse associazioni che si battono per i diritti degli immigrati. Il giudice si è preso quelche giorno per decidere; da un lato ci sono i legali dei due giovani che hanno presentato un’istanza di illegalità costituzionale sull’articolo che allunga il tempo di permanenza presso il centro da 6 a 18 mesi. Dall’altra un rapporto della polizia che attesta precedenti penali dei due fratelli. La questione è controversa. I due fratelli, 23 e 24 anni si trovano da un mese al Centro di identificazione ed espulsione dopo che i genitori hanno perso il lavoro diventando così clandestini e con loro i loro figli. Il problema è che i due giovani non possono essere nemmeno espulsi poichè i genitori non li hanno mai naturalizzati nel loro paese, la Bosnia insomma non li riconosce. Il senatore Carlo Giovanardi da subito è intervenuto sulla questione: ha mandato un’interpellanza al presidente del consiglio Mario Monti per fare chiarezza sul trattenimento dei due ragazzi sostenendo che i due giovani siano stati trattenuti in quanto pluripregiudicati per avere commesso gravi reati.


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