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Struttura inadeguata e carenza di personale, la denuncia del sindacato

Celle prive di docce e di acqua calda; tre nuove sezioni pronte ma prive di personale. Il carcere di Sant’Anna esce bocciato in toto dalla visita di Giovanni Battista Durante, segretario del Sappe, il sindacato delle guardie penitenziarie. Incalzato anche dai rappresentanti sindacali locali, perché a Sant’Anna sono carenti anche i servizi abitativi destinati alle guardie. Servono investimenti per il miglioramento della struttura. Ma servono anche risposte al sovraffollamento e un rapido adattamento alle nuove modifiche del decreto “Svuotacarceri”, recentemente modificato dal Ministro Severino. Il “carcere diffuso” è necessario, spiega il Sappe, perché senza quel decreto tremila detenuti, nel 2012, avrebbero dovuto dormire per terra. Durante propone il rafforzamento del canale che dirige i carcerati verso le attività lavorative: solo il 10% dei detenuti, in Emilia-Romagna, lavora regolarmente. Un dato che spiega la forte recidiva dei delinquenti comuni in Italia. L’altra novità riguarda la custodia, subito dopo l’arresto, da parte degli agenti che lo hanno compiuto, fino alla decisione del giudice, per evitare che – come lo scorso anno – 22mila persone siano tradotte in carcere per poi essere liberate entro 24 ore. Ma serve anche una risposta immediata alle disfunzioni del decreto “Svuotacarceri”; che ha portato, ad esempio, alla liberazione di due individui colpevoli di una violenza sessuale di gruppo.


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