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Bene capienza e servizi, ma si teme il nuovo bando che taglia risorse

Vicino al tetto massimo di 60 presenze, ancora lontano invece dal decoro nella zona riservata ai detenuti, ma complessivamente ben servito, soprattutto dal punto di vista sanitario. Il Centro di Identificazione ed Espulsione di Modena esce promosso dalla visita ai detenuti della Garante regionale Desi Bruno, allarmata non dalle presunte condizioni della struttura, ma dalle ultime novità sulla riassegnazione del bando in scadenza: dopodomani verranno consegnate le buste per la gestione del Cie. L’obiettivo del Ministero dell’Interno è di ridurre i costi di gestione del 60%, da 75 euro giornalieri per paziente – che è quanto speso dalla Confraternita di Misericordia di Modena negli ultimi quattro anni – a non più di trenta, con assegnazione per maggior ribasso. Secondo il Garante, una cifra insufficiente anche solo per pagare il personale. La relazione arriverà in Regione Emilia-Romagna: il rischio è forte. Già quattro anni fa una cooperativa siciliana, Albatross, ottenne il bando a 75 euro a paziente e si ritirò dopo tre mesi, impossibilitata a gestire i costi. Nel frattempo un volantino distribuito in centro a Modena definisce “inumane” le condizioni dei detenuti e bolla la gestione del Cie come un cinico business. Ma la Misericordia smentisce le accuse e si dice pronta ad un confronto con i contestatori.


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