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Le televisioni locali unite per chiedere a governo, parlamento e forze politiche di tutelare il settore

“Tv locali: a rischio pluralismo e libertà di impresa”. È questo il titolo dell’incontro organizzato da Aeranti Corallo, l’associazione che rappresenta le emittenti locali, per porre all’attenzione di governo, parlamento e forze politiche le difficoltà che il passaggio al digitale terrestre sta costringendo le aziende ad affrontare. Al centro della protesta sono la scarsità delle frequenze, la mancanza dei tempi tecnici per la realizzazione, entro il 30 giugno 2012, dello switch off delle regioni ancora da digitalizzare e l’inadeguatezza degli indennizzi per la dismissione del canali dal 61 al 69. Punti che mettono a rischio il futuro delle emittenti locali e, di conseguenza, il pluralismo e la libertà di impresa del settore televisivo.
La richiesta di Aeranti Corallo è quella di recuperare per il sistema locale un terzo delle risorse destinate al beauty contest, portando le frequenze utili da 18 a 21. Uno spazio maggiore, dunque, e al tempo stesso un intervento per aumentare gli indennizzi, oggi considerati irrisori, nei confronti di chi intende rinunciare volontariamente alle frequenze.


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