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Continua la polemica sulla Finanziaria: nonostante le modifiche apportate, rimane in vigore il provvedimento che mantiene l’accorpamento delle feste patronali alla domenica più vicina. Su questo punto è intervenuta l’Arcidiocesi modenese

Le feste patronali non sono semplice folclore. Parole e pensieri dell’Arcidiocesi di Modena e Nonantola che esprime rammarico per il provvedimento, confermato nonostante le modifiche apportate alla finanziaria, che mantiene l’accorpamento delle feste patronali alla domenica più vicina. San Geminiano, per intenderci, nel 2012, ad esempio, non verrebbe più festeggiato nella sua collocazione abituale e sacrosanta del 31 gennaio, ma spostato al domenica 29. Un provvedimento bizzarro preso dal Governo per evitare di perdere, tra virgolette, un giorno lavorativo, concedendolo alla festività. Salve, invece, le feste civili come il primo maggio. “Le feste patronali identificano il carattere e la storia di una comunità”, rileva l’Arcidiocesi. “Pensare a Modena senza San Geminiano, nelle sue componenti di preghiera e di festa, di riflessione e di condivisione, significa pensare ad una città che perde una parte fondante della sua identità.”
Chiesa modenese che si dice poi consapevole che il rigore finanziario in questa delicata fase economica sia una priorità, ma senza perdere di vista l’identità, strumento fondamentale per affrontare una crisi.


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