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La scuola modenese è sesta in Italia, ma sul prossimo anno pesano i tagli. Le classi saranno più numerose. E mancano i dirigenti

A 20 giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, è ormai definito il quadro dell’organico di fatto delle scuole della nostra provincia. Le polemiche sui tagli continuano, ma il sistema di istruzione modenese può vantare risultati a livello nazionale, ha illustrato oggi il dirigente scolastico Malaguti, giunto al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione. In tre anni, secondo il rapporto sulla qualità nella scuola pubblica italiana, la provincia di Modena è salita dal 16esimo al sesto posto nazionale, scavalcando le vicine Parma, Reggio e Bologna, che per Malaguti: “è frutto di un lavoro congiunto di più soggetti, la sintesi di vari fattori. Gli enti locali, in questo, hanno giocato un ruolo decisivo” . Ma i tagli faranno sentire gli effetti nel prossimo anno. Nella scuola d’infanzia, il numero di bimbi per sezione, che in media è composta da 25 piccoli alunni, è aumentato dello 0,1%. Per quanto concerne la scuola primaria, il confronto mette in risalto la presenza di 345 alunni in più, distribuiti nelle classi già esistenti, con un incremento dello 0,3% degli alunni per classe. Alle medie ci sono 472 alunni in più, di cui 394 nelle classi prime. Di conseguenza aumenta dello 0,3% la percentuale degli alunni per classe e le classi stesse sono 13 in più. E c’è il taglio di 80 classi di tempo prolungato: “un progetto, quello dei due pomeriggi di rientro pomeridiano, che va ad esaurirsi” come confermato dal dirigente scolastico, ma forse una delle eccellenze che hanno permesso a Modena di primeggiare. Nella scelta è stata comunque graziata la montagna, che ne aveva necessità per una questione di tempi e spostamenti, mentre sono state comunque autorizzate 4 classi in più di strumento musicale. Infine le superiori. Qui gli alunni sono 393 in più, con un incremento di 24 classi, che ha comportato un calo dello 0,2% nella percentuale di alunni per classe. Da segnalare i nuovi corsi al via con l’anno scolastico 2011/2012, ovvero il liceo musicale al Sigonio di Modena, l’apertura della sede di Pievepelago del Cavazzi di Pavullo ed infine il corso enogastronomico allo Spallanzani di Castelfranco, dove, per  l’alto numero di richieste, sono state realizzate ben tre classi prime. Ma oltre agli aumenti degli alunni per classe, una nota dolente riguarda l’incremento delle reggenze dei presidi, ovvero i dirigenti scolastici che si ritroveranno a governare due scuole. Sono quasi la metà, il 40% per la precisione, quelli che dovranno affrontare notevoli difficoltà di gestione dirigendo due scuole contemporaneamente, talvolta anche in comuni molto distanti tra loro. Preoccupazione in merito è stata espressa dagli assessori all’istruzione della Provincia, Malaguti, e del Comune di Modena, Querzè. “Nessun’altra provincia in regione ha un numero così alto di scuole senza un preside titolare – dicono – Sosterremo l’ufficio scolastico provinciale per ridurre i disagi ma non possiamo tacere sull’ennesima operazione di cattiva amministrazione attuata dal Governo ai danni della scuola nel tentativo di “fare cassa” sul futuro dei giovani. Per i due assessori “la causa è che da troppi anni non vengono effettuati concorsi e ciò ha prodotto la precarizzazione dei docenti ed ora la mancanza strutturale dei dirigenti”. 


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