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Ieri sera al centro fauna “Il Pettirosso” di Modena sono state liberate venti civette per quella che orami è stata battezzata come la notte delle civette.

Curioso uccello, la civetta, legato a significati simbolici diversi. Nell’antica Grecia era considerato sacro a Minerva, dea della sapienza, ed ancora Hegel, nell’Ottocento, lo considerava simbolo della filosofia: perché spicca il volo sul far del tramonto. Nell’immaginario popolare, però, alla civetta sono legati significati meno elevati ed anche piuttosto sinistri. Ma non per quello modenese, grazie ad un’iniziativa che ha preso il nome di "Notte delle civette" che negli ultimi anni si svolge al centro Fauna "Il Pettirosso" di Modena. Ieri sera tanti bambini e adulti, col naso all’insù, hanno potuto seguire in diretta la liberazione di circa 20 civette. Era presente anche l’assessore provinciale Giandomenico Tomei: il Centro opera sulla base di una convenzione con l’amministrazione provinciale di Modena. Gli esemplari erano stati salvati nei mesi scorsi dopo essere stati trovati in condizioni di salute precarie non ancora autonomi; provengono da diverse località: alcuni sono stati recuperati dai volontari del centro, altri portati da cittadini premurosi.  "Le civette – spiega Piero Milani, responsabile del Pettirosso – sono animali notturni preziosi per l’ecosistema delle campagne modenesi: cibandosi prevalentemente di topi e cavallette contribuiscono a mantenere l’equilibrio ambientale". Questo, aggiungiamo noi, a riprova che a volte le credenze popolari lasciano il tempo che trovano.


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