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Dopo l’Europa, anche l’Italia annuncia l’introduzione dell’omicidio stradale. Da Modena L’Associazione Famigliari Vittime della Strada fa eco al Ministro Maroni e ricorda: chi uccide sulle strade perchè va troppo veloce o per un sorpasso in curva non è meno condannabile di chi lo fa perchè ubriaco.

Il Ministro Maroni annuncia, nella tradizionale conferenza stampa ferragostana, l’introduzione del reato di omicidio stradale per ubriachi e drogati alla guida. La proposta di legge di iniziativa popolare, partita ad inizio giugno dalla Firenze del sindaco Renzi, e sposata in corsa dalla Destra di Storace, è sempre più vicina al suo traguardo. Il possibile testo introduce l’omicidio stradale per chi, ubriaco con alcolemia superiore a 1,5, o drogato, causi la morte di una o più persone, con pene più severe come la reclusione minima a 8 anni ed il ritiro permanente della patente. Certo, l’eco dell’ultima strage di giovani, i 4 francesi sulla A 26, schiantati da un ubriaco contromano, è ancora forte, ma da Modena l’Associazione Famigliari Vittime della Strada esce dal singolo drammatico fatto e ricorda di aver presentato, più di un anno fa, una precedente proposta di legge, che estendeva il reato di omicidio stradale oltre il vincolo di droga e alcol. I casi di pirateria stradale, nel primo semestre di quest’anno, sono aumentati addirittura del 39% , con un 45% di morti sulle strade in più. In Italia ogni anno quasi 5000 persone perdono la vita in seguito ad incidenti stradali. Il dato più agghiacciante però emerge dall’ultimo sondaggio sull’argomento: sette italiani su 10 dichiarano di infrangere le regole spesso o qualche volta, nonostante il 91% di questi consideri da condannare la violazione delle norme del codice della strada. Riassumendo: tutti violiamo le regole, tutti siamo simili in questo, ma come spesso accade al momento di punire meglio soffermarsi sulla diversità e sui comportamenti socialmente condannabili, come l’uso di alcol e droga da parte dei soliti sballati. Finchè guidare non sarà per tutti condurre un’arma a 4 ruote, l’introduzione dell’omicidio stradale resterà per tutti solo un inizio.


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