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E per un’annosa vicenda che si conclude ci sono altre questioni aperte che continuano a far discutere

L’ultimo fronte è a Modena Est, ma l’elenco sarebbe infinito. Piscina al Parco Ferrari, Campo Cesana, via Cannizzaro, centro fitness al direzionale Manfredini. Vicende aperte o concluse, tanti piccoli interventi che da anni caratterizzano il dibattito sulle scelte urbanistiche di Modena. Da una parte comitati di residenti contrari agli interventi, sostenuti di volta in volta da qualche partito politico, dall’altra l’amministrazione comunale. Sullo sfondo la vera emergenza sociale di chi una casa non ce l’ha mai avuta e con la crisi non riesce più nemmeno a pagare l’affitto. Ma in attesa che si avvii il confronto sul nuovo Psc di Modena, ora lo scontro sull’urbanistica è frammentato in tanti particolarismi con tanto di costanti tensioni tra Giunta e Pd, il partito di maggioranza assoluta in consiglio comunale. Una situazione che fa dire ad Andrea Leoni del Pdl che “la città non è governata e non si può arrivare così al 2014”. Ma al di là dello scontro politico in ballo c’è molto di più, come ricorda il segretario provinciale della Uil, Luigi Tollari. “Ci sono – scrive in una nota – migliaia di famiglie che non riescono a pagare affitto, utenze e spese condominiali e sfratti, soprattutto per morosità, in costante aumento”. Da qui la richiesta del sindacato di fare il possibile per rimettere in moto un circolo virtuoso fatto di recupero degli alloggi sfitti, affitti convenzionati e nuovi Peep. Tesi condivisa anche da altre associazioni economiche e sindacali. Ma non da tutte. Dino Piacentini, presidente di Confapi, pur stigmatizzando “la strumentalizzazione politica che abbandona i bisogni della città”, invita l’amministrazione a non consumare altro territorio per puntare su recupero e riqualificazione. Tesi non condivisa, ad esempio, da Ance Confindustria che da sempre ricorda come restauri e bassi costi siano inconciliabili.


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