in:

Garantiti gli investimenti sulla rete idrica senza aumenti tariffari, ma dopo il voto occorre una nuova legge

Giusto una settimana fa, il 18 luglio, sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale i decreti del Presidente della Repubblica che abrogano le norme bocciate nella consultazione referendaria, ma ora sull’acqua si è aperta una fase di incertezza del quadro normativo “Che rischia di aggravarsi per il ritardo della Regione nel legiferare sul futuro delle Ato” – aggiunge Stefano Vaccari, assessore provinciale all’Ambiente. Vaccari è anche presidente dell’Ato di Modena, l’autorità gestita dalla Provincia con compiti di regolazione e vigilanza in particolare sulla gestione dei rifiuti e sul servizio idrico. E nella duplice veste di amministratore pubblico ha incontrato i rappresentanti del Comitato modenese per l’acqua pubblica per valutare gli effetti del referendum. “Con il voto è stato detto chiaramente che i servizi essenziali come l’acqua debbono essere gestiti in modo efficiente ma lontano da logiche speculative e di profitto” – ha commentato Vaccari – e da settembre Ato lavorerà per mettere in pratica dal 2012 la volontà popolare. Nel frattempo vengono confermati gli investimenti previsti sulla rete idrica – 12 milioni di euro per l’anno in corso – che verranno realizzati a tariffe invariate. Ma insiste Vaccari occorre una nuova legge che garantisca la capacità di investire evitando il rischio di speculazioni. E proprio per tenere fede alla volontà espressa dai cittadini, alla prossima assemblea dei sindaci dell’Ato verrà presentata la richiesta del Comitato per l’acqua pubblica di partecipare ai lavori con un proprio rappresentante, pur senza diritto di voto.


Riproduzione riservata © 2018 TRC