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Il deposito di gas di Rivara è un’opera che da anni divide e soprattutto spaventa gli abitanti della Bassa modenese. Stamattina la Regione ha ribadito un secco no

Nuovo no della Regione Emilia Romagna al contestatissimo deposito di gas di Rivara. Un no secco e definitivo, pronunciato all’unanimità, alle ricerche nel sottosuolo per le quali la Commissione di Via aveva votato un no interlocutorio, consentendone di fatto l’effettuazione, ma solo a condizione di un accordo tra la Regione stessa ed il Ministero dello sviluppo economico. Ma stamattina la Regione ha chiuso sul nascere ogni discussione, ribadendo il no al deposito dinanzi ad una cinquantina di attivisti dei comitati di cittadini contrari al progetto, giunti appositamente in pullman da Rivara, Massa Finalese e Valli mirandolesi. In aula è stata approvata una risoluzione della maggioranza, dalla quale è stata espunta una frase contro il Governo di centrodestra: l’ha cancellata, permettendo il voto unanime, un emendamento di Lega e Pdl accolto dalla consigliera modenese del Pd Palma Costi, prima firmataria, che ha chiesto all’Aula "un no secco, perché non ci sono i presupposti di sicurezza, non per altri motivi". La risoluzione approvata impegna la Giunta regionale a chiedere al Ministero dello Sviluppo economico, alla luce dei dati scientifici evidenti, di non rilasciare l’autorizzazione al programma di ricerca. E mentre, stante così le cose, il sipario sul progetto di stoccaggio sembrerebbe già calato, arriva un ultimo tentativo dell’amministratore delegato di Erg, Grayson Nash, per scongiurare lo stop alle indagini geognostiche. L’Ad di Erg ha inoltrato richiesta di audizione dinanzi alla Commissione territorio ambiente e mobilità.


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