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Sportivi stroncati da malori, secondo la medicina dello sport sono casi che “possono accadere”

La cronaca è quella straziante di un pavullese stroncato da un infarto mentre stava per entrare in campo per la finale di pallavolo over 40: Andrea Lipparini, 41 anni, odontotecnico, fisico da atleta, dieta sana, mai una sigaretta, si è accasciato al suolo lo scorso sabato nella palestra della scuola Montecuccoli davanti agli occhi della moglie e della figlia. Inutili i tentativi di rianimazione, si è trattato di un malore fulminante che non gli ha lasciato scampo. La riflessione è invece generale e coinvolge tutti quanti, agonisti o amatori, chi pratica sport per passione, chi si limita a una corsa ogni tanto. Tutti ci chiediamo come sia possibile morire così giovani, dopo aver condotto una vita sana e controllata. “Sono situazioni – ha affermato il Dott. Gustavo Savino, servizio Medicina dello Sport – che possono accadere, negli ultimi anni in Italia ci saranno stati almeno 200 casi. Succede perchè a volte alcune patologie non vengono rilevate nemmeno nel corso di controlli approfonditi. Poi ci sono malattie acquisite, ad esempio la miocardite, un normale virus che non viene curato o trascurato e che può generare problemi”. Ma lo sport fa bene – ribadisce il dott. Savino – certo non ci si improvvisa maratoneti, bisogna seguire una dieta equilibrata, allenarsi con critrerio e sottoporsi a controlli medici periodici. “Lo sport è addirittura una terapia per certe patologie, pensiamo al diabete o all’ipertensione: praticare un’attività sportiva permette ai pazienti di limitare l’uso di farmaci”.


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