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Dura presa di posizione di Asppi, associazione dei piccoli proprietari immobiliari contro il ritorno della tassa sulla prima casa.

Dopo i figli, con il taglio delle detrazioni, la prima casa. I due capisaldi del ceto medio italiano. La manovra finanziaria emergenziale varata dal Governo viene così duramente criticata dall’Asppi, l’associazione dei piccoli proprietari immobiliari, contrari alla reintroduzione dell’aliquota del 20% sulla rendita catastale ai fini Irpef. In altre parole ad una tassa sulla prima casa, dopo che solo tre anni fa era stato cancellato l’Ici. “Un provvedimento dannoso per le famiglie, destinato a colpire 24 milioni di italiani – commenta il presidente provinciale Giovanni Guazzaloca – la cui iniquità appare evidente”. Addirittura, la rendita catastale tornerebbe a formare l’imponibile Irpef, con il ripristino di una norma che venne cancellata già nel 2001, quando invece trattandosi di un diritto essenziale per le famiglie – denuncia Asppi – lo Stato dovrebbe evitare di fare cassa, approfittando del fatto che per tradizione gli italiani hanno la casa in proprietà. Da qui l’appello dell’associazione a tutte le forze politiche e ai parlamentari modenesi perché il ritorno della tassa sulla prima casa venga scongiurato. “Un conto è colpire i grandi patrimoni, un altro è sparare nel mucchio contro un bene essenziale della vita dei cittadini”, conclude Guazzaloca, annunciando anche a Modena una mobilitazione straordinaria.


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