in:

Cresce la rabbia nei confronti della politica e dei suoi privilegi. “Un fossato sempre più largo divide governanti e cittadini” sottolinea il Vescovo di Carpi Elio Tinti, che annuncia le dimissioni.

“La necessità di una manovra correttiva sui conti dello Stato era evidente, ma davvero non c’erano alternative? Mi rattrista profondamente vedere così colpite le famiglie lasciando la politica immune dai sacrifici”. Parole del Vescovo di Carpi Elio Tinti contenute nel messaggio ai fedeli per augurare buone vacanze e soprattutto annunciare che nel giorno del suo 75esimo compleanno, il 14 agosto, darà le dimissioni, presentando la rinuncia d’ufficio al Papa. Parole che testimoniano le preoccupazioni del mondo cattolico per quanto sta succedendo in Italia, con il tintinnio di manette che risuona in Parlamento e nei palazzi del potere come ai tempi di Tangentopoli e il ceto medio duramente colpito per raddrizzare i conti pubblici sempre più a rotoli. Inevitabile che in questo clima aumenti la distanza tra governanti e cittadini. I presidenti di Camera e Senato annunciano tagli, da più parti, oggi lo ha fatto il capogruppo di Futuro e libertà a Fiorano, Matteo Orlandi, si chiede l’abolizione delle Province, poi c’è chi tuona contro le Prefetture, chi pensa ad accorpare le Regioni o chi chiede la riduzione dei parlamentari. Ma di concreto la politica da sé non riesce a fare quasi nulla, nonostante il reiterato appello della società civile a cominciare dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che da Modena aveva chiesto una rapida riduzione dei costi della politica: “perché – disse – è inaccettabile che i sacrifici non siano per tutti”. E di cominciare dalle piccole cose lo chiede anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Andrea Defranceschi, che denuncia come i rimborsi restino troppo alti, nonostante il nuovo sistema introdotto. Basti pensare che i modenesi in Regione hanno un rimborso mensile di circa 1200 euro per partecipare a 12 sedute, il doppio di quanto spenderebbero per viaggiare un mese in prima classe in treno. Piccoli privilegi, seppur nella Regione che per prima ha abolito i vitalizi, anche se solo dalla prossima legislatura, che tanto fanno arrabbiare i tanti modenesi che dovranno tornare a pagare l’Irpef sulla prima casa.


Riproduzione riservata © 2018 TRC