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Si definiscono indecisi e sognatori, orgogliosi della loro città, ma preoccupati per il lavoro. Sono i giovani modenesi dai 15 ai 24 anni. Generazione Facebook, ma cala la fiducia ne giornali e nelle tv.

Credono nella famiglia e nell’amicizia, ma mettono all’ultimo posto impegno religioso e attività politica. Hanno grande considerazione di chi spende tempo ed energia nel volontariato, negli scienziati e nei medici, ma poca fiducia nel governo nazionale e nelle multinazionali. Sono questi alcuni dei dati emersi da una ricerca voluta dall’assessorato comunale alle politiche giovanili e curata dall’ufficio ricerche del comune di Modena. Una ricerca che ha coinvolto 445 giovani modenesi tra i 15 e i 24 anni, la generazione Facebook, indecisa e sognatrice, ma spesso insoddisfatta e preoccupata per il lavoro.Entrando nel dettaglio della ricerca del Comune di Modena che indaga la popolazione modenese tra i 15 e i 24 anni, emerge che per gli oltre 400 giovani intervistati amicizia, famiglia, libertà, pace, istruzione e lavoro sono le cose più importanti della vita. Sono questi i valori ai primi posti di una classifica con una ventina di voci, dove solo al 14esimo e al 15esimo posto compaiono il successo personale e il divertimento. Inoltre, solo il 6,3% degli interpellati non ha mai partecipato alle attività di associazioni o gruppi organizzati. Tutti gli altri frequentano abitualmente, o lo hanno fatto, associazioni sportive e in seconda istanza gruppi parrocchiali e studenteschi, ma anche associazioni di volontariato, culturali e ambientaliste. Del 60% dei ragazzi che partecipa ad attività, quasi la metà lo fa in più di un’associazione. Eppure, oltre l’80 per cento degli intervistati definisce la propria generazione indecisa e la maggior parte anche sognatrice, insoddisfatta, individualista, annoiata e presuntuosa. In gran parte, le qualità che non riconoscono alla propria generazione le attribuiscono a quella dei genitori, che viene percepita innanzitutto ‘con valori’, e ancora come responsabile, impegnata e concreta.Se poi si chiede ai giovani di chi si fidano, il record dei consensi se lo aggiudicano i volontari in campo sociale e a seguire gli scienziati, i medici di famiglia, l’Unione europea e l’Onu, gli insegnanti, la Regione e il Comune. Dopo forze dell’ordine, magistrati, vigili, sindacalisti, industriali, stampa e tv, banche, multinazionali, all’ultimo posto compare il Governo centrale. Ma è soprattutto la fiducia negli organi d’informazione a essere diminuita, se si confronta il punteggio ottenuto da stampa e tv in un’analoga ricerca condotta dal Comune nel 2003 con quello di oggi. Per reperire e scambiare informazioni i giovani utilizzano, infatti, soprattutto internet che serve ancor più per chattare con gli amici, ma anche organizzare momenti di svago e condividere stati d’animo ed esperienze, scaricare foto, musica e video. La rete internet è per i giovani un mezzo di comunicazione e solo in ultima istanza serve a farsi nuovi amici. Quasi tutti gli intervistati hanno almeno un profilo su un social network.


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