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E’ ancora allarme carcere: non solo c’è il problema del sovraffollamento, non solo manca la videosorveglianza, sono finiti i mezzi per i trasferimenti dei detenuti. E il Sappe si chiede se i poliziotti arriveranno a dover usare le loro auto.

Già cinque mezzi, hanno più volte denunciato i sindacati, per i trasferimenti dei detenuti erano pochi, dovendo coprire non solo Sant’Anna, ma anche Saliceta e Castelfranco. Ma ora si sono ridotti a soli due, visto che tre richiedono una manutenzione che non ha ottenuto ancora la copertura economica. E di questi due uno è in circolazione da 22 anni. Per questo il sindacato della polizia penitenziaria Sappe, provocatoriamente, si chiede se dopo essere costretti a pagarsi le divise gli agenti dovranno anche usare le auto private per trasferimenti dei detenuti. Ma quello dei mezzi è un problema che si somma a tanti altri: reparti sovraffollati e carenza negli organici della penitenziaria. Già ora a vigilare c’è un solo agente ogni circa 80 detenuti, quando aprirà la nuova ala che aggiunge 150 posti, ma non prevede aumenti di poliziotti, la sorveglianza non basterà per tutti. E ancora, denuncia il Sappe: manca al Sant’Anna da troppo tempo la videosorveglianza, e l’amministrazione penitenziaria – sottolinea il sindacato – non ha mai mosso un dito per risolvere il problema. Per questo gli agenti, in prima persona, si sono attivati e hanno incontrato gli enti locali per proporre un progetto che risolva la situazione. Ma è una strada che non si può percorrere in tutti i casi.


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