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Lunedì partono i nuovi ticket sanitari: è uno dei punti della manovra del governo che entro domani dovrebbe avere il via libera definitivo, il primo a partire di un lungo elenco di novità, che peseranno di certo sui bilanci famigliari.

10 euro per ogni visita specialistica o analisi medica e diagnostica, 10 euro, per intenderci, ogni volta che prendiamo in mano una ricetta che prescrive un approfondimento sanitario, balzello che si aggiunge alla quota che già si paga relativa al costo della prestazione. E ancora: 25 euro di ticket per la visita in pronto soccorso se gli operatori ritengono che l’urgenza fosse da codice bianco, cioè in realtà veramente poco urgente. In Emilia Romagna si paga già il passaggio in pronto soccorso ritenuto non necessario, ma a questo punto la cifra finale potrebbe aumentare. Le Regioni avranno facoltà di applicare come meglio credono i nuovi balzelli sanitari previsti dalla manovra finanziaria del governo, ma dovranno comunque garantire a Roma un risparmio complessivo di 381 milioni che lo Stato non assegnerà più al sistema sanitario. E in tempi di ristrettezze sarà difficile che gli enti locali possano riassorbire nei loro bilanci la somma. Quella dei ticket è stata la vera sorpresa dell’ultimo momento, perchè fino a pochi giorni fa sembrava scongiurato il pericolo di una loro entrata in vigore almeno al 2012. Ma i soldi sono finiti. Il ministro della salute Ferruccio Fazio ha però assicurato, almeno, che è prevista l’esenzione dai nuovi ticket per le categorie protette, si presume anziani e bambini. Ma saranno comunque tempi duri per le famiglie: la manovra prevede anche tagli alle agevolazioni fiscali anche per istruzione e spese mediche per i figli e persino una tassa per chi avvia una causa di lavoro. E questo in un quadro di grave crisi economica in tutta l’area euro e un alto rischio inflazione: l’Istat per giugno parla di un aumento della benzina dell’11,9%, un aumento dei prezzi di aerei e treni e persino fare la spesa è costato di più, ben del 3,5%.


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