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Quattro immobili di proprietà del Demanio che si trovano in stato di forte degrado. Il Comune di Modena ne ha chiesto l’assegnazione per poterli valorizzare con il contributo economico di privati. Ancora in alto mare, invece, la sorte dei beni militari.

“Se lo Stato non vuole o non è in grado di provvedere agli interventi necessari di ristrutturazione e alla riqualificazione degli edifici, allora sarebbe bene assegnarli al Comune”. Per questo motivo l’assessore comunale al Patrimonio Fabio Poggi – attraverso una delibera di giunta – ha chiesto l’assegnazione dell’ex caserma Garibaldi, in stato di abbandono dal ’96, di una porzione di Palazzo Solmi la cui ristrutturazione è ferma da anni e dalla strada sono riconoscibili le finestre ricoperte da cellophane sbrindellato, dell’ex caserma Sant’Eufemia e della chiesetta Ricci, una cappella votiva del Settecento in via Finzi, all’altezza dell’Igiene Pubblica. Quattro immobili di proprietà del Demanio che si trovano attualmente in stato di forte degrado potrebbero diventare di proprietà del Comune grazie alla legge sul federalismo demaniale. Che ha avuto un avvio piuttosto incerto, con elenchi ripetutamente rivisti e non ancora definitivi. Lo scorso febbraio, però, una piccola accelerazione con l’accordo firmato tra l’Agenzia del Demanio e il Ministero dei Beni culturali che consente agli enti locali di chiedere l’assegnazione di beni culturali del Demanio da valorizzare con specifici progetti. L’ex Caserma Garibaldi, ad esempio, potrebbe diventare la seconda sede della Prefettura, ma nello stesso tempo potrebbe garantire spazi più adeguati agli uffici del giudice di pace (già ora collocati nel complesso abbaziale di San Pietro) e altre funzioni pubbliche; Palazzo Solmi potrebbe finalmente vedere ultimati i nuovi locali della Soprintendenza. Il Comune metterebbe a disposizione la propria capacità progettuale per coinvolgere e cercare le risorse private necessarie attraverso lo strumento del project financing. Discorso diverso per gli immobili del Demanio militare disponibili: ottavo campale, la zona dietro l’aeronautica, l’ex Tirassegno alla Sacca e gli ex magazzini foraggi di via Santa Caterina. Tutto è ancora in alto mare.


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