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Lo scorso anno la raccolta differenziata nel modenese ha raggiunto il 52%, il nuovo piano provinciale propone l’obiettivo del 65% nei prossimi anni, a partire dal 2012.

La parola d’ordine è aumentare la raccolta differenziata, che oggi raggiunge quota 52%, puntando su un insieme di sistemi a seconda delle diverse situazioni ed esigenze. L’intendo del nuovo piano provinciale dei rifiuti è quello di raggiungere nei prossimi anni il 65%, a partire dal 2012, con l’auspicio che tale percentuale possa anche aumentare. Inoltre non saranno realizzate altre discariche. “Analizzando tutti i diversi metodi di raccolta – evidenzia l’assessore provinciale all’ambiente, Stefano Vaccari – ci siamo resi conto che non c’è un sistema più efficace: è il mix di quelli messi in campo: dal porta a porta ai centri di raccolta, dalle isola di base ai servizi nelle frazioni o per utenze non domestiche sul quale puntare”. Sono dieci i comuni dove si esegue il porta a porta dei rifiuti domestici, quasi 20 mila i cassonetti posizionati per carta, plastica, organico e vetro, 63 centri di raccolta, le ex stazioni ecologiche. Lungo le strade del territorio modenese, complessivamente, sono 35 mila i cassonetti presenti, dove si conferisce il 40% del totale di differenziata, mentre il 45% arriva dai 63 centri di raccolta: oggi tutti i 47 comuni del modenese hanno almeno una struttura. Il nuovo piano prevede, inoltre, una riduzione progressiva del ricorso alle discariche che entro il 2019 riceveranno una quota residua di rifiuti urbani da smaltire a seguito dell’entrata a pieno regime del termovalorizzatore di Modena.


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