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Un sensazionale ritrovamento quello che gli scavi archeologici condotti sotto la direzione della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna hanno riportato alla luce.

Un sensazionale ritrovamento quello che gli scavi archeologici condotti sotto la direzione della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Emilia Romagna hanno riportato alla luce. Nei sotterranei della piccola chiesa di San Paolo di Roccapelago, sul nostro appennino, costruita alla fine del Cinquecento sui resti della fortezza che fu feudo della famiglia dei Da Montegarullo, è stata infatti scoperta una grande necropoli. Sotto il pavimento, in una sorta di cripta, sono stati trovati quasi 300 cadaveri, molti dei quali ben conservati per condizioni micro-climatiche che ne favorivano la preservazione. Una fossa comune, certo, ma non creata a seguito di guerre od epidemie, a quanto sembra. Molto più probabilmente, per due secoli, è stato quello un luogo di sepoltura per l’intera area appenninica. Per gli esperti si tratta di un rinvenimento davvero eccezionale: gran parte delle mummie, infatti, presentano ancora pelle, tendini e capelli; inoltre sono state trovate vestite con tunica e calze pesanti, avvolte in sudari con crocefissi e medagliette votive. Una volta concluse le indagini archeologiche ed antropologiche, si apriranno dunque straordinarie possibilità di studio per esperti e scienziati, che potranno ricostruire vita, attività e cause di morte di una intera comunità.


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