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E’ contro i tagli alla scuola la protesta che stanno portando avanti i comitati di genitori, studenti e insegnanti.

E’ contro le classi pollaio, cioè sovraffollate, dove sarà più difficile gestire la situazione e offrire un piano didattico adeguato, ma anche contro le ore in meno alle superiori, e a favore di tempo pieno alle elementari e prolungato alle medie. E’ quindi contro i tagli alla scuola la protesta che stanno portando avanti i comitati di genitori, studenti e insegnanti, tagli che – spiegano – dequalificano l’istruzione e a perderci saranno certo i ragazzi, ma anche tutta la società. Ed è proprio alla società, al mondo economico e delle imprese che fanno appello gli organizzatori, che hanno già raccolto 7mila firme in calce a una petizione. A chi si ferma ad ascoltare i motivi della protesta, i comitati spiegano che alle scuole statali arriveranno 8 miliardi in meno, mancano 123 insegnanti e di contro ci sono 880 studenti in più. E poi raccontano anche i singoli casi, il rischio che a Spilamberto le prime elementari siano di 29 bambini, troppi a quella età, il liceo musicale aperto solo con l’intervento della città, e tanti altri problemi, che insegnanti, studenti e genitori non sono disposti ad accettare.


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