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Energia da fonti rinnovabili, edifici sempre più efficienti e meno emissioni. Il futuro della nostra provincia è qui, in questi obiettivi dettati dal piano energetico, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.

Energia da fonti rinnovabili, edifici sempre più efficienti e meno emissioni. Il futuro della nostra provincia è qui, in questi obiettivi dettati dal piano energetico, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Ma per raggiungerli serve innanzitutto un cambiamento culturale, perché di lavoro ce n’è ancora tanto da fare, pur in un quadro di discesa dei consumi. Se, infatti, la crescita dei consumi energetici era stata ininterrotta dal 1990 al 2005, seguita poi da una riduzione costante, nel 2009, con lo scoppio della crisi economica, i valori sono ritornati di colpo a quelli di quasi 20 anni prima. Nonostante la crisi, comunque, i modenesi non sono risparmioni: ognuno di noi consuma circa 4 tep (ovvero tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno, contro i circa 3 a livello regionale ed i 2,67 a livello nazionale. L’energia viene utilizzata in buona parte dall’industria che però, nel periodo 2005-2009, è stata quella che più di tutti si è impegnata a ridurre i consumi. Una diminuzione che, di pari passo, ha avuto ripercussioni sulle emissioni di gas inquinanti, anch’esse in calo. Un ultimo dato: nel modenese il totale dell’energia prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrico su tutte) risulta pari al 3,4% dell’intero fabbisogno elettrico provinciale e al 21,6% del fabbisogno elettrico residenziale. Il resto viene importato.


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