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Bravo in Matematica, un po’ meno in Italiano, non di rado consegue risultati d’eccellenza, superando i coetanei di altre parti d’Italia. E’ la fotografia dello studente emiliano scattata dall’ultima indagine Ocse.

Fenomenali in Matematica e Scienze, più incerti nelle materie letterarie, conseguono risultati che sono comunque al di sopra della media nazionale, anche se permane un forte divario tra licei e istituti tecnici e professionali. E’ la fotografia degli studenti emiliani che emerge dai dati Ocse – Pisa 2009, presentati nei giorni scorsi a Bologna. L’indagine ha interessato, a livello nazionale, 31 mila ragazzi quindicenni, di cui quasi 1.500 in Emilia Romagna. Dal confronto con la rilevazione precedente, compiuta nel 2006, le performance degli studenti emiliani risultano leggermente migliorate. Prestazioni elevate soprattutto nei test di Matematica e Scienze, mentre in Italiano gli alunni dell’Emilia Romagna vengono sorpassati dai colleghi di Lombardia, Friuli e Veneto. A un 35 per cento di prestazioni eccellenti fa da contraltare una presenza ancora troppo elevata di insufficienze, pari al 18 per cento. Le differenze emergono ancora più marcatamente se si esaminano i dati in forma disaggregata, in base alla tipologia di scuola: risultati di alto livello per i licei, più bassi per i tecnici, infinitamente al di sotto per professionali e centri di formazione. Una disomogenità evidente che si presta a letture e riflessioni di vario tipo. Una la suggerisce l’Ocse stesso richiamando l’influenza che le disparità socio economiche delle famiglie di provenienza ancora esercitano sui risultati escolastici.


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