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Manca una settimana all’atteso voto. Quattro i quesiti su cui gli italiani sono chiamati ad esprimersi, con un sì, per abrogare le attuali norme, o un no per confermarle. Vediamo nel dettaglio per che cosa si vota.

Una settimana al referendum. I seggi, come per le scorse amministrative, saranno aperti domenica 12 dalle 8 alle 22 e lunedì 13 dalle 7 alle 15. Poi comincerà lo spoglio. Quattro i quesiti proposti per l’acqua pubblica, contro il ritorno al nucleare e contro il legittimo impedimento. Nel dettaglio il primo quesito propone l’abrogazione dell’articolo 23bis del “decreto Ronchi”. Il tema non riguarda la proprietà dell’acqua, che rimane comunque un bene pubblico, come peraltro pubblici restano gli acquedotti, ma la privatizzazione della gestione dei servizi idrici, ora affidati ai comuni, associati in Ambiti territoriali ottimali, i cosiddetti Ato. Il decreto Ronchi prevede che gli Ato dovranno affidare i servizi idrici in concessione, attraverso gare aperte anche ai privati. In caso di vittoria dei Sì non ci sarebbe più l’obbligo di indire le gare entro il prossimo 31 dicembre, né per le aziende a maggioranza pubblica, come Hera, di cedere ai privati parti delle quote azionarie entro il 2013. Il secondo quesito, sempre sull’acqua, propone l’abrogazione della norma che stabilisce che la tariffa per l’erogazione dell’acqua venga calcolata prevedendo una remunerazione per il capitale investito dal gestore, fino a un massimo del 7 per cento. Più semplice il terzo referendum, il cui testo è stato modificato pochi giorni fa dalla Corte di Cassazione, dopo che il Governo aveva già deciso una moratoria sulla costruzione di centrali nucleari. Si chiede infatti agli italiani di vietare l’attuazione anche in futuro del programma di energia nucleare, possibilità prevista dalla recente legge 75, in base ai risultati di una verifica sulla sicurezza delle centrali condotta dall’agenzia italiana e dall’Unione europea. Tre quesiti di carattere ambientale e uno che potrebbe avere forti ripercussioni politiche, il quarto, sul legittimo impedimento, la norma che istituisce uno scudo giudiziario per le alte cariche dello Stato, a cominciare dal Presidente del consiglio. Tutti e quattro i referendum, comunque, sono abrogativi e, dunque, perché il risultato sia valido deve essere raggiunto il quorum di votanti, devono cioè recarsi alle urne più del 50. Intanto, il Comune di Modena ricorda che domani è l’ultimo giorno utile per richiedere il trasporto ai seggi per persone in difficoltà motoria. Rivolgersi all’Urp di Piazza Grande o alla Croce Blu. Le persone che non sono in grado di votare autonomamente possono invece ottenere gratuitamente il certificato medico necessario per essere accompagnati nella cabina elettorale, presso tutti gli ambulatori di medicina legale dell’Azienda Usl, regolarmente aperti dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 17,30 e sabato dalle 8,30 alle 13,30.% degli aventi diritto, in numero 25.332.487 elettori. L’ultima volta è accaduto nel 1995.Notte bianca a Carpi dei Comitati per il SìSulla falsariga con quanto sta accadendo in Spagna, dove centinaia di giovani, ormai da settimane, campeggiano nelle piazze per chiedere di avere un futuro, anche gli esponenti del comitato referendario di Carpi hanno deciso di passare la notte dormendo in tenda in piazza Martiri. Da ieri mattina, ininterrottamente, una ventina di persone, molti delle quali giovani, hanno distribuito materiale informativo sui quattro referendum del 12 e 13 giugno prossimi. “I media hanno parlato pochissimo dei quesiti referendari – ci dicono -. Parlando con tanti ci siamo resi conto che la maggior parte non conosceva le ragioni per le quali andare alle urne”. Questa mattina hanno srotolato tutti i manifesti affinché anche i circa mille e 500 podisti della corsa dedicata Dorando Pietri, potessero leggerli. Il Comitato per il sì di Carpi non termina con oggi le sue iniziative di informazione e sensibilizzazione. Venerdì prossimo, 10 giugno, è in programma, in piazza Garibaldi di Carpi, una festa con musica e momenti di discussione… 


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