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“L’Istituto “Tommaso Pellegrini” non deve chiudere”. Oltre 200 genitori e parenti di bambini non udenti questa mattina hanno protestato per le vie di Modena fino alla sede dell’amministrazione provinciale contro la decisione di non proseguire l’attività didattica del Pellegrini.

Determinati a portare avanti una battaglia che sentono come fondamentale per l’inserimento sociale dei loro figli non udenti, questa mattina oltre 200 tra insegnanti, bambini e genitori si sono dati appuntamento per protestare contro la ventilata chiusura dell’Istituto “Tommaso Pellegrini”. Le ragioni che porterebbero ad un netto ridimensionamento dell’attività didattica rivolta a studenti che devono comunicare tramite il linguaggio dei segni sono economici. In una nota l’Istituto Pellegrini fa sapere che “il disavanzo accumulato negli ultimi 5 anni ha superato ampiamente il milione di euro”. Affiancati dal Codacons i genitori degli 95 bambini che frequentano le elementari a tempo pieno insistono sul patrimonio di esperienze e di relazioni che, in caso di chiusura, andrebbe disperso e, insieme a questo, la possibilità per i bambini sordomuti, che si formano nell’istituto, di sentirsi, nella loro diversità, soggetti integrati in un mondo di udenti. L’apprendimento, nelle scuole statali, anche se affiancati da docenti che conoscono il linguaggio dei segni, secondo i genitori, non sarebbe paragonabile a ciò che imparano al Pellegrini. Lunedì prossimo incontreranno il consiglio di amministrazione del Pellegrini, composto da Curia, Comune, Provincia e provveditorato, con la speranza che si possano trovare soluzioni alternative alla chiusura.


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