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Il Boschetto passa di mano e Loris, uno dei ristoratori più noti di Modena, appende il mestolo al chiodo.

Mezzo secolo fa storia. La storia minuta, se si vuole, ma Loris che chiude la sua attività di ristoratore ci racconta di come, in un ristorante, mica si va solo per mangiare. Attorno ai tavoli del Boschetto, il ristorante che Loris ha gestito ininterrottamente dall’8 dicembre 1961 fino ad oggi, si trovavano non solo le famiglie della Modena del boom economico e del crescente benessere, non solo i turisti di passaggio, ma gli amministratori, i politici, gli imprenditori e financo gli artisti. Qui Napolitano scendeva per i tortellini in brodo di Loris, che tanto piacevano anche a Pavarotti. Per Enzo Ferrari, che pretendeva un piatto speciale per la cena della squadra corse, Loris inventò il risotto con le quaglie, la sua specialità. Berlinguer, ascetico a tavola, qui si concedeva qualcosa in più di un assaggio. Cinquant’anni di tavole imbandite e cinquant’anni di incontri, riunioni, personaggi, giornalisti col taccuino. Sì, perché da Loris al Boschetto, per anni, si trovavano i sindaci, i politici, gli amministratori, che volevano parlare con i giornalisti. Tante vicende della cronaca politica e amministrativa della città si sono raccontate da qui. Loris, al secolo Secondo Barberini, appende il mestolo al chiodo. Il Boschetto riaprirà dopo l’estate, con una nuova gestione. Ma Loris, che ci tiene alla nostra storia, ha preteso che si continuasse con la cucina della tradizione modenese.


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