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Incidente nucleare di Fukushima, controlli sulle merci in arrivo dal Giappone. Firmato un protocollo che ufficializza la prassi seguita sin dal 4 aprile. Ma da Bologna tranquillizzano, nessuna preoccupazione per l’ambiente e la salute umana.

Controlli per verificare l’eventuale contaminazione radioattiva delle merci d’importazione in arrivo dal Giappone. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa tra Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, la Direzione interregionale delle Dogane per l’Emilia-Romagna e le Marche e l’Arpa dell’Emilia-Romagna. L’accordo formalizza un’attività in realtà in corso già dal 4 aprile e che si affianca al monitoraggio effettuato da Arpa sull’aria, sulle ricadute al suolo e sugli alimenti.“Le tracce rilevate a tutt’oggi – mette le mani avanti l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda – non costituiscono nessuna preoccupazione per l’ambiente e la salute umana”. Il protocollo – spiega l’assessore – vuole solo dare il giusto rilievo istituzionale a queste attività di monitoraggio che rappresentano un’esperienza innovativa nel contesto nazionale e che proseguiranno sino al completo esaurimento delle tracce rilevate a seguito dell’incidente di Fukushima. Nel caso il controllo del livello di radioattività superi di 3-4 volte il fondo ambientale medio, Arpa analizza in laboratorio campioni di merce su filtri appositamente preparati. Ad oggi, sono stati controllati circa 40 container (e tutte le merci in essi contenute, dalle macchine fotografiche alle motociclette) e altrettanti colli e pallet di merci varie. In alcuni casi si sono riscontrate modestissime tracce di isotopi Cesio 134 e Cesio 137, (circa cento volte inferiori al limite di sicurezza previsto dalle normative), comunque solo sulla superficie esterna dei container e mai all’interno. Ciò non ha dunque comportato alcuna misura cautelare e tutte le merci sono state regolarmente sdoganate.


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