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Ieri all’ospedale Ramazzini di Carpi sono iniziati i lavori del corpo centrale del nuovo polo tecnologico di Radioterapia. Un’opera che complessivamente costerà 5 milioni e mezzo di euro.

Il corpo centrale si compone di un bunker per terapie radianti, un fabbricato semi-interrato che ha richiesto quasi 500 metri cubi di cemento particolare. Sarà dotato di un acceleratore lineare di ultima generazione, una strumentazione TAC, due ambulatori per le visite, spazi di accesso e attesa e gli studi per il personale. Praticamente sarà possibile a lavori conclusi avere 45 trattamenti radioterapici al giorno in più per i cittadini dell’area nord della provincia di Modena. Liste d’attesa più corte e ambienti tra i più moderni, tecnologici e confortevoli all’ospedale Ramazzini di Carpi. Ieri gli operai hanno iniziato i lavori partendo dalla gettata di cemento per la realizzazione di pareti di 2 metri di spessore. Le caratteristiche tecniche delle strumentazioni permetteranno di garantire un’alta efficacia terapeutica e allo stesso tempo il massimo grado di tutela dei tessuti sani. A pieno regime si coprirà il fabbisogno stimato di una popolazione di circa 200mila abitanti, quelli dell’Area Nord della provincia modenese – dicono i sanitari – : quel 30% di prestazioni radioterapiche che non riesce oggi ad essere esaudito nei tempi previsti. Il nuovo reparto soddisferà anche le richieste dei residenti fuori regione, che già si rivolgono a Carpi e Mirandola per le prestazioni oncologiche. Il Ramazzini diventerà, nelle intenzioni dei vertici sanitari, un Centro di riferimento per la patologia oncologica. Questa realizzazione costerà circa 5 milioni e mezzo di euro: quasi la metà dell’importo sarà stanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Una parte significativa dall’Amo, l’associazione malati oncologici carpigiana e il resto dalle aziende Sanitaria e Policlinico.


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