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Cassa integrazione per un anno per i 60 lavoratori della O.c.l di Mirandola. Nessun futuro si profila, per ora, per l’azienda di carpenteria. Intanto i dipendenti proseguono il presidio.

“Peggio di così non poteva andare, conoscevamo i problemi dell’azienda, ma non immaginavano, di ritrovarci su una strada, senza alcun preavviso; questo no”. Amarezza, delusione e tanta preoccupazione per il futuro, mista a paura, per i 62 lavoratori della Ocl di Mirandola. Rimangono le incertezze per gli stipendi arretrati mai percepiti a fronte di una cosa sicura: l’azienda ha chiuso i battenti e i 62 dipendenti pur senza lavoro continueranno, comunque, a presidiarla. “All’interno vi sono materiali e apparecchiature per diverse centinaia di migliaia di euro – dicono i lavoratori – e commesse da portare a termine”. Grazie alla determinazione dell’assessore provinciale al lavoro della Provincia, Francesco Ori, e al sindacato, i lavoratori potranno beneficiare di quasi 800 euro di cassa integrazione per un anno, con l’auispicio che possano diventare due. “Ieri di fatto, nell’incontro con l’avvocato della proprietà, – ci dice Claudio Riso della Fiom Cgil – si è celebrato il funerale dell’azienda di carpenteria pesante e impiastica di Mirandola”. “Acquirenti nuovi – prosegue Riso – a noi non risulta ve ne siano, prospettive future non esistono, almeno al momento”. La cassa integrazione rappresenta solo un paracadute – aggiunge – ma è comunque un risultato importante, anche se non risolutivo, per 62 famiglie che negli ultimi tre mesi hanno dovuto vivere senza retribuzione”. Lunedì pomeriggio in Provincia si terrà l’incontro per siglare l’avvio della cassa integrazione.


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