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Le norme antisismiche approvate dalla Regione, secondo l’Ordine degli ingegneri, aumenterebbero a dismisura la quantità di documenti necessari per interventi edilizi. Il rischio è quello del blocco dei cantieri. La Regione intanto invia, anche ai cittadini, un vademecum.

“Una maggiore sicurezza non si ottiene certo aumentando la burocrazia”. L’ordine degli ingegneri di Modena teme che ci possa essere un blocco dei cantieri privati a causa di un’interpretazione troppo formale delle nuove norme antisismiche da parte degli uffici pubblici che, “anziché tradursi in maggiore sicurezza per i cittadini, si starebbe rivelando solo un’inutile fardello di adempimenti burocratici, con conseguente aggravio di costi e allungamento dei tempi di realizzazione”. “E la cosa più singolare – afferma il presidente Pietro Balugani – è che tali norme riguardino, con la stessa rigida applicazione, anche strutture non destinate a residenza. E cita come esempio il caso di un pollaio, per la cui risistemazione, il Comune ha chiesto la stesso numero “enorme” di documenti”. Essendo una legge della Regione, Balugani chiede allo stesso ente, ma anche alle amministrazioni comunali di intervenire per apporrre modifiche, affinchè vedano in che modo snellire la burocrazia necessaria per una ristrutturazione o più in generale per un intervento edilizio. Intanto la Regione ha realizzato un vademecum per rendere più agevole e sicura l’applicazione delle norme per la riduzione del rischio sismico che contiene – suo dire – chiarimenti e indicazioni utili. Un nucleo tecnico centrale, sempre di competenza regionale, coordinerà tutta la materia sismica.


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