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Un intervento urgente della Regione per migliorare la situazione della linea ferroviaria Bologna-Verona. E’ quanto chiedono i sindaci di Mirandola e San Felice. Intanto è confermato, a partire da domani, l’aumento delle tariffe ferroviarie.

“Una linea oggetto di interventi importanti, ma ancora molto resta da fare affinché il servizio sia pienamente efficiente e all’altezza delle aspettative di questo territorio”. Partendo da questa considerazione, i sindaci di Mirandola e San Felice hanno preso carta e penna e scritto alla Regione per chiedere un intervento urgente affinché vengano risolte le problematiche ancora presenti sulla linea Bologna-Verona. 5 i punti evidenziati dai due primi cittadini. Innanzitutto il fatto che, dopo 32 anni dall’inizio dei lavori di raddoppio, per 17 km i treni viaggiano ancora su binario unico; inoltre, non si hanno più notizie dei 4 treni Vivalto della Fer che avrebbero dovuto essere attivati sulla linea. E poi i problemi ormai noti agli utenti: dai treni diesel obsoleti, alla qualità del servizio ancora insoddisfacente, ai ritardi ormai cronici. “A fronte di questa situazione – scrivono Benatti e Silvestri – registriamo l’adeguamento alla tariffa obiettivo dei prezzi del trasporto, con aumenti per i viaggiatori compresi tra l’1,1 ed il 5,5%. Possiamo condividere l’impegno di Trenitalia e Fer a promuovere l’uso del trasporto ferroviario presso gruppi determinati di utenti – concludono i due sindaci – ma riteniamo che in una fase economica delicata come quella attuale ogni ulteriore sforzo richiesto ai cittadini andrebbe attentamente ponderato e dovrebbe essere accompagnato da concreti sforzi per migliorare il servizio”. Dello stesso avviso è anche Federconsumatori Emilia Romagna. “Da domani – scrive l’associazione in una nota – aumenteranno le tariffe ferroviarie: fino al 25% per i viaggi oltre 100 km, mentre in due anni sono cresciute tra il 22 ed il 30% per i non abbonati, ovvero il 70% degli utenti. Una manovra – conclude Federconsumatori – che anticipa denaro fresco ai gestori ferroviari in cambio del generico impegno a promuovere e sostenere l’integrazione modale e tariffaria”.


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