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Un’alleanza tutta modenese tra ricerca clinica pubblica e ricerca biomedicale privata per migliorare le condizioni e le speranze di vita dei pazienti affetti da insufficienza cardiaca, offrendo una valida alternativa al trapianto.

Fausto Zanni ha un cuore artificiale, il più piccolo esistente, un impianto di assistenza ventricolare meccanica di ultima generazione. Il sistema si chiama Jarvik 2000 e viene distribuito dalla Artech, azienda del distretto biomedicale mirandolese. La peculiarità di questa turbina impiantata nel ventricolo, a differenza di altre, è che essa non richiede il passaggio di cavi di alimentazione attraverso la parete addominale, che possono predisporre a pericolose infezioni: l’unico contatto con l’esterno necessario per il funzionamento, avviene attraverso un minuscolo interruttore sito nella zona dietro l’orecchio. Operato al Policlinico di Siena, Zanni è ora inserito nel progetto di follow up avviato dalla struttura complessa di cardiologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Modena, che monitorerà il paziente grazie ad una struttura altamente specializzata, come la cardiologia del Policlinico, che ha ricevuto una formazione specifica. Fausto Zanni, che abita a Castelfranco, non aveva prospettive di trapianto ed a causa del suo grave scompenso cardiaco ormai non riusciva a fare più nulla. Oggi sta bene ed è letteralmente rinato.


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