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“Caprotti vuole presentarsi come vittima di trame politico-commerciali ordite ad arte dai concorrenti per penalizzarlo, le sentenze della magistratura e le quote di mercato dicono esattamente il contrario”. Coop Italia smonta le accuse lanciate dal patron di Esselunga e annuncia un nuovo ricorso all’Autorità garante della concorrenza.

Da due settimane Esselunga ha scatenato un’offensiva contro Coop con una costosa campagna pubblicitaria sui quotidiani nazionali. Pagine a pagamento per denunciare da Modena a Livorno presunte trame politico-commerciali ordite a suo danno. Tesi confutate punto per punto oggi da Coop Italia che, in una nota stampa, ricorda come si tratti di storie vecchie, per le quali la magistratura ha ampiamente riconosciuto le ragioni e la correttezza delle cooperative interessate, a cominciare da Coop Estense. Ma c’è dell’altro, perché nei prossimi giorni il patron di Esselunga Caprotti dovrà far pubblicare, a sue spese, la notizia dell’avvenuta condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno ad una Coop. “Verrebbe da pensare – commenta Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia – che questa violenta campagna miri a far passare in secondo piano la sentenza del Tribunale di Milano che per la seconda volta ha riconosciuto Esselunga colpevole di concorrenza sleale”. Nel merito, Tassinari ricorda come Esselunga non abbia motivi di lamentarsi, occupando in alcune aree del Paese posizioni di prevalenza nel mercato: il 51% a Milano e Lecco, il 62 a Lucca, il 60 a Monza. Per questo Coop Italia chiederà all’Autorità garante della Concorrenza di verificare la correttezza della campagna pubblicitaria in atto: “Perché presentare le Coop come espressione di una parte politica – ribadisce Tassinari – è falso e fuorviante per i consumatori”.


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