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Nuove modalità organizzative per la certificazione dei funghi freschi: una necessità, dopo l’interruzione del servizio permanente dell’ASL in mancanza di richieste. In Provincia se ne parlerà presto.

Troppo poche le richieste per mantenere attivo un servizio permanente. Richieste che ora rispuntano… come funghi, è il caso di dirlo: la necessità di certificare i funghi del nostro Appennino prima di immetterli nel mercato alimentare è rimasta, e l’amministrazione provinciale intende tornare ad erogare il servizio dopo la sospensione di un anno fa. In due modi: un servizio “a chiamata”, ad opera dell’ASL che a tutt’oggi dispone degli unici micologi autorizzati a certificare; e il coinvolgimento dei raccoglitori privati di funghi, a loro volta certificati per poter operare sul mercato. Per attivare i nuovi sistemi sarà necessario il placet della regione. L’incontro non è ancora in agenda, ma avverrà entro l’estate. Prima che la raccolta dei funghi entri nel vivo.


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