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“Il problema non è la protesta dei ricercatori, ma lo stato in cui versa l’università italiana”. Il rettore dell’ateneo modenese, Aldo Tomasi, si schiera al fianco dei ricercatori che minacciano il blocco delle docenze, nel prossimo anno accademico, ma rassicura anche famiglie e studenti.

Al fianco dei ricercatori che protestano per il taglio delle risorse destinate alle università italiane, anche a quelle virtuose come l’ateneo modenese, e minacciano il blocco delle docenze nel prossimo anno accademico. Il rettore Aldo Tomasi, dopo la clamorosa protesta di mercoledì scorso ad ingegneria, compie una scelta di campo precisa, ma si dice anche convinto che la qualità dell’offerta formativa non sarà messa in discussione. “Anche perché – sottolinea – abbiamo tutti a cuore la nostra Università e vogliamo garantire agli studenti la maggior qualità d’insegnamento possibile”. A supportare Tomasi in questo convincimento, anche la convinzione che nei prossimi mesi per almeno una ventina di ricercatori modenesi potrà iniziare la carriera di professore associato.


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