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Alla fine è arrivato l’ultimatum dei ricercatori della facoltà di Ingegneria di Modena contro manovra del Governo e riforma Gelmini: pronti a rinunciare alle docenze se non cambieranno le cose. Al corpo docenti il difficile compito di fare da mediatori.

Il comunicato stampa, letto davanti a studenti e famiglie raccolti in facoltà per le lauree, è stato accolto con un applauso. I ricercatori della facoltà di Ingegneria di Modena, che da anni compensano le carenze negli organici tenendo corsi come se fossero docenti, sono pronti a rinunciare – cita testualmente il comunicato – all’impegno volontario finora profuso, negando la loro disponibilità a sostenere gli attuali carichi di docenza. Una decisione che, se venisse attuata, potrebbe paralizzare molti atenei e determinare la scomparsa di numerosi corsi di laurea. Il preside della facoltà d’Ingegneria, Giuseppe Cantore, sottolinea la solidarietà del corpo docenti alla posizione dei ricercatori, sottolineando i problemi insanabili che affliggono l’università. In realtà Cantore auspica una soluzione meno traumatica: non si vuole danneggiare – spiega – l’offerta formativa a favore dei cittadini. In pratica la speranza è che i ricercatori, alla fine, decidano di non tenere fede al proposito di disertare le docenze. Ma il Preside sottolinea anche che ricercatori e docenti rappresentano oggi un fronte assolutamente compatto. 44 ragazzi hanno chiuso le superiori con 110 e lode. Alla fine sono stati solo 63 su un totale di 4.534 ammessi, i ragazzi che non hanno superato l’esame di maturità nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Modena. Di questi 46 erano studenti interni, mentre i restanti 17 si erano presentati da esterni. A darne notizia il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Gino Malaguti. Il vero snodo, però, quest’anno era l’ammissione: com’è noto, in era Gelmini, per poter essere ammessi all’esame occorre la sufficienza piena in tutte le materie compreso il voto di condotta. I non ammessi sono stati 341, il 7,52% degli ammessi. I bravissimi, invece, coloro che si sono diplomati con 110 e lode sono stati ben 44. Folta anche la pattuglia dei molto bravi che, pur non potendosi fregiare della lode, hanno comunque centrato un 110 pieno: sono stati 242 ragazzi in totale. Malaguti sottolinea che si tratta di dati in linea con quelli dell’anno scolastico passato: non si è avuta, insomma, come paventato da qualcuno “l’estinzione delle eccellenze”. E’ certo che comunque il grosso dei voti si è attestato su di una fascia più popolare: 1525 coloro che hanno conseguito una votazione che va da 61 a 70, 1278 coloro che, invece, si sono attestati ad una quota compresa tra il 71 e l’80. Genitori contro riduzione orario Risultati di eccellenza che non possono essere raggiunti se si continua a tagliare sulla scuola. Ne sono convinti i genitori delle medie “Sola” di San Damaso che da giorni chiedono di non ridurre l’organico dei docenti, in modo da poter avere anche il prossimo anno scolastico il tempo prolungato, 36 ore, in tutte le classi. Richiesta cui si associa Adriana Querzé, assessore all’istruzione del Comune di Modena, secondo cui le due situazioni più critiche in città, relativamente alla dotazione di docenti, sono proprio la scuola media di San Damaso e i Centri territoriali permanenti per l’alfabetizzazione degli adulti.   


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