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L’Emilia Romagna si conferma la regione italiana dove ci sono meno poveri. Lo certifica l’indagine dell’Istat sui consumi del 2009. Nonostante la crisi, il numero assoluto di poveri non è aumentato. I più penalizzati: i giovani e le famiglie con figli.

Sono oltre 180mila i poveri in Emilia Romagna. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Istat sui consumi presentata oggi che conferma però come la nostra regione, nonostante un lieve aumento, sia quella dove è minore la povertà relativa. Ne è toccato infatti solo il 4,1% della popolazione, era il 3,9 nel 2008. A seguire Veneto e Lombardia, appaiate al 4,4, Liguria e Piemonte. Di tutt’altro tenore i dati del mezzogiorno con tutte le regioni in doppia cifra, dal 17,8 del Molise al 27,4 della Calabria. Nonostante la dura recessione economica, però, il quadro non è peggiorato. I poveri in Italia sfiorano gli 8 milioni, poco più del 13% dell’intera popolazione. Tre i fattori che hanno determinato, secondo l’Istat, questo mancato aumento: la riduzione complessiva dei consumi, che ha ridotto la soglia di povertà, mentre due ammortizzatori sociali fondamentali hanno mitigato gli effetti della crisi sulle famiglie: la famiglia, che ha protetto i giovani che avevano perso il lavoro, e la cassa integrazione che ha protetto i genitori dalla perdita dell’occupazione. Stabile anche il dato relativo alle famiglie in condizione di povertà assoluta, dramma che riguarda 3 milioni di italiani. Significativo e allarmante il fatto che l’aumento della povertà assoluta abbia riguardato soprattutto le famiglie monogenitoriali e le coppie con figli, minori o meno. Migliora, invece, la condizione degli anziani.


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