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Alle 13 in periferia a Modena si sfioravano i 34 gradi e le minime notturne hanno superato i 28 gradi. Che fa caldo lo sappiamo, ma forse non conosciamo del tutto i pericoli dell’ozono.

Si boccheggia oggi a Modena, del resto gli esperti avevano detto che sarebbe stato il giorno più caldo della settimana, con una massima prevista a 38 gradi, e nemmeno domani andrà molto meglio. Questa mattina in piazza Roma il termometro segnava 30, 7 gradi, alle 13 era a 33,2. Al campus universitario, sempre alle 13, arrivava a 33,8. La massima registrata in centro, alla fine, è stata di 35,6 in periferia di 36,2, superando le temperature di ieri e facendo diventare oggi la giornata più calda dell’anno. Le minime sono state di 28,7 in piazza Roma e di 23,30 al campus. L’umidità non è mai scesa sotto il 40%. Qualche speranza in più è prevista per domenica, le temperature infatti dovrebbero calare per l’arrivo di un fronte d’aria fresca, ma a quel punto saranno gli intensi temporali a preoccupare. E comunque la tregua dal caldo dovrebbe essere breve. E’ allarme ozono D’inverno, tra gennaio e marzo, in particolare, le Pm10, le famigerate polveri sottili che tutti da anni, grazie anche ai blocchi del traffico, abbiamo imparato a conoscere. D’estate l’ozono. Più subdolo perché se ne parla decisamente meno. O meglio per anni si è dibattuto sul buco dell’ozono, ma quella è tutt’altra cosa, proprio un altro inquinante. Il nostro ozono, invece, come le Pm10, si genera dalla combustione, quando gli ossidi di azoto incontrano l’ossigeno, e quindi ne sono responsabili le emissioni industriali, gli scarichi delle auto, anche la semplice cottura di un piatto di spaghetti. Fatte, ovviamente, le debite proporzioni. E come le polveri sottili i soggetti più a rischio sono gli asmatici e tutti coloro che hanno problemi alle vie respiratorie. A differenza delle consorelle invernali, però, l’ozono si concentra maggiormente in campagna e nelle zone in cui gli altri inquinanti sono meno presenti. Così in Emilia Romagna il luogo più a rischio è Gavello di Mirandola, dove dall’inizio dell’anno i superamenti dei limiti sono stati 51, 25 quelli consentiti, contro i 27 di Modena, i 32 di Vignola e i 36 di Maranello. Ma anche a Febbio, nell’appennino reggiano, siamo a 32 superamenti, tanto per dare l’idea di quanto sia subdolo l’ozono che si forma in città e colpisce altrove, anche se in realtà i livelli sono abbastanza omogenei in tutto il nord Italia. Il consiglio per tutti, bambini e anziani in primis, è uno: evitare di stare all’aperto, facendo sforzi, tra le 14 e le 19, quando la concentrazione di ozono è all’apice.


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